Cenni storici

Storia di Sona

Nel corso della preistoria sulle alture si insediarono popolazioni com'è testimoniato dai reperti risalenti al periodo neolitico rinvenuti a S. Giorgio in Salici. Piazza Vittoria - SonaIn epoca romana, in concomitanza con il costituirsi di un'importante rete viaria, il territorio collinare divenne una posizione fortificata per il controllo delle vie di passaggio degli eserciti. Dopo la caduta dell'impero romano la zona passò sotto il dominio longobardo ed aggregata amministrativamente alla Iudicaria Gardensis.

Durante il XII secolo il territorio sonese fece capo all'autorità comunale - a tale periodo risalgono le prime citazioni del nome di "sona" presente in atti di compravendita di terreni in particolare da parte dell'importante Monastero di San Zeno - passando poi nel XIV secolo alla signoria scaligera che non sottovalutando l'importanza militare della zona collinare provvide a dotarla di fortificazioni ed opere difensive.Torre Scaligera di Palazzolo A partire dal XV secolo Sona appartenne alla Repubblica di Venezia; fu durante la dominazione veneziana, verso il Cinquecento, che iniziò il processo della riorganizzazione della proprietà terriera nelle mani di pochi signori, in gran parte ricchi mercanti: grandi estensioni di terreno furono recintate, coltivate, canalizzate ed arricchite con la piantagione di nuovi alberi; fulcro della proprietà era la "villa" costituita dalla casa signorile e dalle abitazioni dei contadini, simbolo, questa, di una nuova organizzazione produttiva fondata sulla policoltura attuata parte in economia, parte ceduta a mezzadria o ad affittanza.

Il territorio venne diviso in vicariati: Sona, con Palazzolo, fu aggregata a quello di Bussolengo. Nel XIX secolo la zona sonese fu teatro delle guerre d'indipendenza di cui ancor oggi rimangono numerose tracce e documenti inediti il cui studio non manca di arricchire la conoscenza degli eventi e delle ragioni del Risorgimento italiano. Nell'ultimo periodo il territorio fu sistematicamente e razionalmente irrigato e coltivato - con esiti economicamente importanti - a vite, pesco ed olivo; la seconda parte del Novecento ha visto lo svilupparsi nel territorio comunale della piccola industria, del commercio e delle molte attività appartenenti al settore terziario. (Notizie tratte essenzialmente da "Il Veneto Paese per Paese" e "Verona e i suoi Comuni").

 

 

Stemma e Gonfalone

Stemma e Gonfalone Comune di SonaLo Stato italiano con Regio Decreto del 09.12.1941 assegnò al Comune di Sona uno stemma e un gonfalone aventi le seguenti caratteristiche:
A) STEMMA. Incappato: al 1° di rosso alla tromba antica d'oro posta in sbarra; al 2° d'argento alla torre al naturale; al 3° di rosso alla tromba antica d'oro posta in banda, Capo del Littorio di rosso (porpora) al Fascio Littorio d'oro circondato da due rami di quercia e d'alloro annodati da un nastro dai colori nazionali. Ornamenti esteriori da Comune.

B) GONFALONE. Il Gonfalone del Comune è costituito dallo stemma del Comune su campo bianco alla bordura di rosso riccamente ornato di ricami d'argento con l'iscrizione centrata in argento Comune di Sona. Nel testo "Il Veneto stemma per stemma", realizzato dal Consiglio Regionale del Veneto, il Gonfalone è presentato nel modo seguente: Sona, il cui territorio si estende su una superficie di 41,12 Kmq e conta 13.012 abitanti, si trova a 13 chilometri da Verona e ad altrettanti da Peschiera. In una località non ben determinata ma collocabile nei pressi del nostro centro, alcuni studiosi pongono la famosa battaglia nella quale Caio Mario sconfisse i Cimbri, scesi in Italia dal nord alla fine del II secolo a.C. Entrata a far parte della Repubblica romana e poi dell'Impero, durante la dominazione longobarda, Sona fu inserita nella "Giudicaria gardense", sistema amministrativo e giuridico dell'area gardesana. Nell'età delle signorie gli Scaligeri potenziarono le difese in tutta la zona: una di queste costruzioni è la Torre Scaligera di Palazzolo, oggi di proprietà del Comune, che svetta con i suoi merli al centro della frazione. Verso il Cinquecento, sotto la Repubblica di Venezia, iniziò quel grandioso processo di trasformazione economico-sociale che vide la riorganizzazione della proprietà terriera nelle mani di pochi signori. La storia ha lasciato tracce cospicue in questi territori con le guerre di Indipendenza. Nel 1848, dopo gli scontri di Goito, Curtatone e Montanara, il generale Radetzky scelse il tratto tra Sona e Custoza per tenere uno sfondamento. La seconda grande battaglia di Custoza interessò un ampio raggio di territorio compreso nel Comune, coinvolgendone gli abitanti e lasciando le inevitabili distruzioni. Tra i tesori di storia e d'arte presenti nel Comune sono da ricordare la Chiesa di Santa Giustina a Palazzolo, costruzione romanica posteriore al Mille, la pregevole Chiesa dei Santi Quirico e Giulitta, costruzione in ciottoli del XIII secolo e la Parrocchiale dei Santi Giacomo e Giustina, a Palazzolo, eretta fra il 1813 e il 1821. Ricordiamo anche Villa Schizzi Fiorini, a Palazzolo. Le corti rurali, sparse su tutto il territorio, rappresentano in un certo senso il corrispondente "povero" delle ville: testimonianza di un passato legato alla terra e al lavoro dei campi.