Caro don Franco, a Lugagnano ti aspetta un compito impegnativo


 Caro Don Franco, a

Lugagnano

ti aspetta un compito

impegnativo

Sabato prossimo 5 ottobre

alla messa delle 18.30 

fa il suo ingresso nella Parrocchia di Lugagnano don Franco Santini, classe 1972, proveniente dalla Parrocchia di Santa Maria di Negrar. Affiancherà come Coparroco don Antonio Sona. Il sacerdote arriva a sostituire don Roberto Tortella, che, dopo dieci anni nella frazione, domenica scorsa ha fatto il suo ingresso nella vicina parrocchia di Caselle. Ma cosa troverà don Franco a Lugagnano?

La frazione più popolosa del nostro Comune sta vivendo in questi anni i sintomi di una situazione ambientale non semplice, frutto  della crisi economica che ha colpito moltissime famiglie, che letteralmente faticano a mettere assieme il pranzo con la cena. Ma frutto anche di una certa disgregazione del tessuto sociale dovuta a tanti fattori, tra i quali una forte crescita demografica sciolta da dinamiche includenti ben strutturate. Una disgregazione che sta trasformando Lugagnano, portando progressivamente la frazione a perdere la sua confortevole connotazione paesana – dove “ci conosciamo tutti”, per banalizzare – e ad assumere invece dinamiche più complesse e taglienti, quasi da periferia lunga di Verona.

 

Un fenomeno che forse non è ancora così evidente, e questo soprattutto grazie al lavoro e all’opera costante e impagabile delle tante associazioni di volontariato e della parrocchia, che quotidianamente danno vita ad iniziative utili e di qualità per mantenere una rete di rapporti condivisi all’interno del paese. Ma un fenomeno sul quale è corretto iniziare a riflettere.

 

Si tratta infatti di una disgregazione, di un’alienazione sociale, che colpisce soprattutto le nuove famiglie etanti giovani. Nuove famiglie che si insediano nel nostro territorio solo come un dormitorio senza trovare poi modo di entrare realmente a far parte della comunità. E giovani che cercano altrove quello che non trovano (o che pensano di non poter trovare) in ciò che offre il paese. Con tutti i rischi che purtroppo ne conseguono. E sono gli stessi Carabinieri ad avvertire, ad esempio, del preoccupante aumento del fenomeno dell’uso di stupefacenti tra i ragazzi del paese.

 

L’ingresso di don Franco Santini quindi capita in un momento centrale, fondamentale. Don Roberto Tortella in questi dieci anni di servizio e di straordinario lavoro in mezzo a noi ha insistito e lavorato moltissimo sul concetto di accoglienza, di una parrocchia realmente includente per tutti. Anche a rischio di imbarcare compagni di viaggio scomodi. “Ma – raccontava don Roberto proprio al Baco nell’ultima intervista rilasciata la scorsa estate – se non andiamo in cerca degli ultimi come possiamo dirci cristiani?”.

 

Di don Franco abbiamo avuto ritorni importanti, da tutte le persone che l’hanno conosciuto e che abbiamo contattato. Ci dicono di un sacerdote aperto, straordinariamente portato per il rapporto con giovani e giovanissimi, che sa muoversi con linguaggi e con strumenti adatti ad intercettare la complessità dei riti dei ragazzi di questi anni. Un sacerdote forte e disponibile.

 

Ecco, caro don Franco, è proprio questo che ci sentiamo di chiederti: fa in modo che la parrocchia di Lugagnano sia sempre più un faro ben piantato nel centro della nostra comunità. Un faro di riferimento per tutti, per chi crede ma anche per chi non crede o vive situazioni di passaggio. Per chi abbraccia in pieno uno stile di vita e per chi invece è sulla strada, alla ricerca.

 

Perché in questa epoca di poche certezze e di pochi valori la Parrocchia possa ancora essere bacino forte e aperto di accoglienza, porto sicuro per approdi lunghi o soste brevi dalle tempeste della vita che tanti nostri compaesani, giovani e meno, vivono e vivranno.

 

Benvenuto a Lugagnano don Franco, e buon lavoro.

 

ALLEGO IMMAGINI

 

 

 

Fonte: ilbacodaseta.org